Monumenti di Verona

Castelvecchio di Verona e l’arena di Verona: due monumenti da non perdere

Sulle rive dell’Adige, Castelvecchio fu costruito dagli Scaligeri nel 1354-55, un’imponente fortezza difensiva che ricordava alcuni rivali del potere della famiglia della Scala. Attraversare il fiume è possibile passando per il bellissimo castello di Ponte Scaligero, un ponte del XIV secolo senza traffico automobilistico adatto per una passeggiata per le famiglie. La mura e le torri principali del castello offrono una splendida vista sul ponte, sulla città e sulle colline circostanti. L’interno del castello è stato brillantemente restaurato e trasformato in luminoso spazio espositivo dall’architetto Carlo Scarpa, senza sacrificare l’integrità o la storia del castello. Qui sono mostrate le collezioni del Civico Museo d’Arte di Verona, con sculture veronesi, arte applicata e dipinti, con opere di Bellini, Rubens, Montagna, Guardi, Tiepolo, Tintoretto, Pisano e artisti del XV e XVI secolo della Scuola Veronese. A pochi passi c’è Corso Cavour con l’Arco dei Gavi, una porta d’arco in pietra del primo secolo che attraversava una strada romana; se vi va potete cercare le scanalature indossate dalle ruote del carro nella pietra sotto l’arco.

Uno dei più grandi del suo genere e tra gli anfiteatri romani meglio conservati, l’arena di Verona fu costruita nel regno di Diocleziano, pressocé intorno al 290 dC. Soltanto quattro archi della parete esterna sul lato nord sono sopravvissuti, ma i posti a sedere a volta sono intatti e sono tuttora sottoposti ad uso regolare. I suoi posti a sedere possono ospitare 22.000 spettatori e nei mesi di luglio e agosto l’arena di Veronoa è la sede del Festival dell’Opera di Verona, uno dei maggiori eventi musicali estivi dell’Europa.

Visitare la chiesa di Santi Apostoli a Verona: uno dei monumenti più antichi della città

La chiesa di Santi Apostoli, situata a Verona nella piazza omonima poco distante dalla via Cavour, è un’antica chiesa nel centro di Verona che può essere fatta risalire molto in là nella storia (pensate, sino al 751 d.C.!) e che rappresenta uno dei monumenti più importanti di Verona.

Una chiesa precedente infatti fu consacrata nel 751 proprio in questo sito su una precedente struttura del V secolo, quindi ancora più antica. I lavori di ricostruzione sono stati perseguiti attraverso i secoli, tra cui quelli principali del 18 ° e 20 ° secolo. Nel corso del 18 ° e 19 ° secolo, la Chiesetta poco distante dalla chiesa è stata legata alla più grande (Santi Apostoli), convertendo questa quasi in una cappella. Nel 19° secolo, restauri volti a ripristinare la costruzione come doveva essere prima aiutarono a rimuovere le aggiunte della chiesa; quest’ultimo ricostruzione affrontò però i danni derivanti da bombardamenti durante la guerra mondiale. Di architettura romanica sono sopravvisute solo alcune delle pareti, poi l’abside ed il campanile. La torre della chiesa contiene sei campane che ancora risuonano.

Torre campanaria della chiesa di Santi Apostoli

L’interno della torre di Santi apostoli è stato ridotto da tre a una sola navata nel 1500; attraverso la sacrestia si può entrare nella cappella di mattoni parzialmente sotterranea di Sante Teuteria e Tosca, che si trova sul lato nord della chiesa di Santi Apostoli a Verona. Il culto di questi santi, le cui biografie sono scarsamente documentate, si è sviluppato intorno al 1160, quando le reliquie dei santi sono state scoperte e sepolte in un’arca di marmo.
L’arca medievale è ora presente in cima all’altare maggiore in stile barocco; rilievi lo datano al 1428.

La chiesa di Santi Apostoli è certamente uno dei monumenti più importanti della città di Verona e merita di essere visitata se si ha un po di tempo a disposizione e la possibilità di passare.
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Cosa vedere nella chiesa di Santa Eufemia, uno dei monumenti di Verona

In quest’articolo parleremo di uno dei monumenti più importanti ma meno famosi della città di Verona, una delle città con più patrimonio artistco culturale gotico fra tutte in Italia. Nonostante il monumento sia stato effettivamente trascurato dai turisti questo non significa che non abbia comunque un grande valore culturale.

La chiesa di Sant’Eufemia è costruita in stile gotico ed ha una storia molto significativa, risale probabilmente all’11° o 12° secolo di cui sono stati trovati alcuni resti ma probabilmente non è stata completata fino al 14° secolo. Al suo interno, la parte inferiore dell’altare è stata completata da Brusasorci e Giovanni Domenico Cignaroli. Nella cappella Spolverini del 14 ° secolo vi è una tela e un affresco di Giovanni Francesco Caroto. Il campanile gotico contiene sei campane che vengono impiegate con l’arte campanaria Veronese.

Si tratta din un monumento da non sottovalutare e da visitare a Verona quando non si è a corto di tempo e si vuole vedere qualcosa di nuovo oltre ai soliti. Per quanto ci riguarda lo consiglimo vivamente e ci aspettiamo che veniate a visitarlo il prima possiible dopo aver visto gli altri incredibli monumenti di Verona.
Se vuoi conoscere alte cose interessanti da vedere a Verona sfoglia il nostro sito, cerchiamo sempre di segnalare i migliori luoghi dove andare a visitare o semplicemente svagarsi/risolvere le proprie necessità a Verona.

Cosa vedere nella Basilica di San Zeno a Verona: analisi artistica

La Basilica di San Zeno (nota anche col nome di San Zeno Maggiore o San Zenone) è una basilica minore di Verona, molto conosciuta nel Nord Italia. La sua fama si basa in parte sulla sua architettura e in parte sulla tradizione che la sua cripta fosse stato il luogo del matrimonio di Romeo e Giulietta, i famosi personaggi dell’opera di Shakespeare. Si trova adiacente ad un’abbazia benedettina, dedicata ugualmente a San Zeno di Verona.

S. Zeno morì nel 380. Secondo la leggenda proprio in un sito sopra la sua tomba lungo la via Gallica, la prima piccola chiesa fu eretta dal re Teodorico il Grande, capo degli Ostrogoti. Questa costruzione tenne assieme alla basilica ed al monastero associato iniziato nel 9 ° secolo, sino a quando il vescovo Ratoldus ed il re Pipino d’Italia non parteciparono alla traslazione delle reliquie del santo nella nuova chiesa. Questo edificio è stato danneggiato o distrutto da un’invasione magiara nei primi anni del 10 °secolo, momento in cui il corpo di Zeno è stato spostato nella Cattedrale di Santa Maria Matricolare: il 21 maggio 921 tuttavia è stato restituito al suo sito originale nella cripta della chiesa attuale. Durante il 967 venne costruito un nuovo edificio in stile romanico dal vescovo Raterius di Verona con il patrocinio di Ottone I del Sacro Romano Impero.

Il 3 gennaio 1117 la chiesa, insieme alla maggior parte della città, venne purtroppo danneggiata da un terremoto; la chiesa fu restaurata e ampliata nel 1138. Il lavoro è stato completato nel 1398 con la ricostruzione del tetto e dell’abside in stile gotico.

La chiesa di San Zeno ha costituito il modello per tutte le successive pianificazioni di edifici romanici a Verona: costruita in tufo color crema, la facciata di questa basilica è divisa in tre componenti verticali, con la navata centrale sormontata da un timpano, il tutto supportato su piccole arcate cieche. Le intersezioni delle tre parti sono contrassegnate da pilastri angolari che terminano con capitelli di foglie sotto il frontone; un effetto piuttosto bello dal punto di vista visivo e artistico.

Attraverso la facciata, a livello dell’architrave della porta, vi è una galleria con archi accoppiati, divisi da colonnine sottili accoppiate identiche a quelle sopra nella rosone. Il marmo rosa delle arcate un tempo doveva essere in contrasto con la pietra grigia grigia della facciata ma ora questo è appena percettibile. La facciata di questa basilica è ulteriormente divisa verticalmente da lesene poco profondi, passando visivamente attraverso le colonnine ed il timpano. Il frontone triangolare definisce la navata e crea un forte contrasto con la pietra di tufo del resto della facciata della chiesa, essendo di marmo bianco diviso per sette pilastri in marmo rosa. Nel 1905 disegni di graffiti raffiguranti forse un grande Giudizio Universale sono stati scoperti sul frontone.

Al centro della facciata superiore vi è un rosone, nella forma di una ruota della fortuna, opera di Brioloto; trattasi di uno dei primi esempi del romanico di una tale struttura che doveva diventare una caratteristica particolare di architettura gotica. Il bordo esterno della finestra è decorato da sei cifre che rappresentano le oscillazioni della vita umana. Il portico è del 12 ° secolo con i leoni alla base delle sue colonne, che sono simboli di legge e di fede. I pennacchi dell’arco esterno hanno ciascuno un bassorilievo raffigurante San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, mentre sopra l’arco sono presenti l’agnello e la mano benedicente di Dio.

Sopra la porta vi è una lunetta con scene della storia Veronese del tempo, tra cui ricordiamo la consacrazione del comune di Verona, l’immagine di San Zeno sopra il diavolo, (simbolo del potere imperiale) e San Zeno. Sotto la lunetta sono presenti bassorilievi con i miracoli di San Zeno.

Il portale è affiancato da vari bassorilievi che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, insieme con episodi della vita di Teodorico: il duello con Odoacre ed il re a caccia di un cervo, simbolo del diavolo nella leggenda di Teodorico.

La porta di bronzo della Basilica di San Zeno è decorata con 48 pannelli quadrati. Le identità di tutte le figure ritratte non è nota: includono vari santi come san Pietro; Paolo; Zeno; Sant’Elena; Matilde di Canossa (che aveva frequentato l’abbazia); e suo marito Godfrey, così come lo scultore ignoto autore del lavoro. Altri pannelli mostrano le tre virtù teologali e, negli otto più piccoli, i temi collegati alla musica. Per quanto riguarda la datazione, alcuni dei pannelli sono stati fatti da maestri sassoni di Hildesheim nel 11 ° secolo, mentre altri sono originari di maestri veronesi.

Visitate Verona, è una bellissima città piena di storia e di arte che vale la pena conoscere!

La chiesa di Santa Toscana a Verona: cosa vedere del monumento

Santa Toscana è un’antica chiesa di Verona che venne costruita in stile tardo-romanico e che si trova nel centro di Verona; costituisce uno dei monumenti più importanti della città dal punto di vista storico e artistico anche se viene spesso trascurata dai turisti perché effettivamente rispetto ad altri monumenti della storica città di trova ad avere un’importanza minore ed è pertanto leggermente offuscata dalla fama degli altri, ritenuti più attraenti.

Vediamo quale sia stata la storia di questa chiesa di Verona:

La chiesa sorse nell’XI secolo come chiesa cimiteriale del vicino convento dei monaci benedettini: la chiesa era dedicata al Santo Sepolcro. Nel 1178 la chiesa del Santo Sepolcro venne assegnata ai cavalieri di Malta, che gestivano il vicino ospedale per i pellegrini, che sostavano in città nel viaggio verso la Terra Santa. La chiesa infatti è in un luogo strategico: sorge nei pressi di Porta Vescovo ed è collegata alla via Postumia. Per molto tempo l’andamento della chiesa fu regolare (venne riconosciuta ed inserita tra quelle della Santa Congregazione dei Gerosolimitani). Dopo il riconoscimento ufficiale il primo avvenimento importante fu la traslazione del corpo di Santa Toscana il 14 luglio 1342: le sue spoglie, in precedenza sepolte sul terreno, furono sistemate in un’arca di marmo, inserita dietro l’altare maggiore.

Nel 1393 si decisero i lavori di restauro della chiesa, anche se nel 1482 si dovette procedere con nuovi restauri, in quest’ultimo caso di più ampia portata, tanto che la chiesa assunse lo strano aspetto con due navate ed un solo braccio traverso, che si può considerare l’inizio di una terza navata. La chiesa venne consacrata dal vescovo di Verona con una grande cerimonia ufficiale il 29 novembre 1489, giorno in cui perse il titolo di Santo Sepolcro e assunse quello di Santa Toscana. E da allora la facciata non è più stata mutata, se si esclude il restauro fatto dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Attualmente non è parrocchia ma costituisce una rettoria. Regolarmente vi vengono celebrate messe nella forma straordinaria del Rito Romano.

Andiamo ad analizzare la struttura di questa chiesa e perché differisce da molte altre dello stesso periodo:

La chiesa di Santa Toscana non ha elementi architettonici particolari, è infatti nata come una chiesa modesta di un cimitero monastico, una costruzione, quindi, senza il bisogno di particolare “lussi”, rappresenta però un esempio importante di quel genere di costruzioni antiche denominate Architettura minore.

La chiesa era originariamente ad una sola navata e con una piccola abside e solo in seguito fu arricchita di una nuova navata laterale, e, in un terzo momento, iniziò la costruzione della navata di sinistra, che però rimase incompiuta. Quindi oggi la chiesa si presenta con una navata centrale affiancata da una minore a sinistra, e da una parte di navata a destra, divise da pilastri grezzi su cui si impostano archi a sesto ribassato con campate particolarmente lunghe. Le navate sono coperte con capriate di legno.

La maggior parte dei muri sono recenti, infatti, la chiesa fu colpita da una bomba durante la seconda guerra mondiale, e quindi ristruttura nel dopoguerra. La facciata si trova all’interno di un recinto limitato da cancellate, e il pavimento è formato da ciottoli bicolori. Questo recinto è una parte dell’antico cimitero.

Il campanile ospita cinque piccole campane in scala musicale di Re bemolle 4 fuse nel 1952 dai fonditori Crespi di Crema. Sono predisposte al suono secondo la tecnica dei concerti di Campane alla Veronese.

Se ormai hai avuto occasione di visitare la maggior parte dei monumenti principali che si possono vedere a Verona allora ne approfittiamo per consigliarti di iniziare a vedere questo monumento e trovare il tempo di conoscere anche gli altri che pur essendo secondari secondo noi sono abbastanza importanti per capire al meglio lo spirto di questa città. Nel nostro sito web sono presenti tantissimi monumenti di Verona, prova a sfogliarlo per scoprire altri punti importanti!

La chiesa di Sant’Anastasia a Verona: cosa vedere di questo monumento

In questo articolo parleremo della chiesa gotica di Sant’Anastasia a Verona, un vero gioiello del patrimonio artistico della città di Verona che consigliamo di visitare senza dubbio nel caso in cui doveste essere in zona.

La chiesa gotica di Sant’Anastasia a Verona si trova nel centro storico di Verona, vicino alla cattedrale e nei pressi dell’Adige vicina al ponte di pietra. A sinistra della facciata si trova nel cortile del conservatorio di musica; la chiesa gotica di Sant’Anastasia a Verona si apre sulla piazza con un arco in cui si trova il bellissimo arco sepolcrale di Guglielmo di Castelbarco. Questo è il primo esempio di arco monumentale denominato “baldacchino”, che pochi anni dopo avrebbe ispirato la dinastia dei Della Scala, signori del XIV secolo indiscussi di Verona.

L’attuale chiesa di Sant’Anastasia a Verona venne costruita tra il 1280 e il 1400 ed è stato progettata dai Domenicani; la sua pianta è simile a quella della Basilica di San Zanipolo a Venezia.
La chiesa di Sant’Anastasia prende il nome da un tempio cristiano preesistente costruito da Teodorico il Grande e venne costruita proprio sulle fondamenta precedenti.

Consacrata solo nel 1471, la chiesa di Sant’Anastasia fu in possesso dei Domenicani fino al 1808. Il campanile della chiesa è altro 72 m di altezza ed aveva quattro campane nel 1460; la struttura della facciata è divisa in tre sezioni corrispondenti alle divisioni interne della chiesa (architettoniche); la facciata in mattoni di terracotta doveva avere in sé un rivestimento di marmo ma rimase incompiuta.

L’interno della chiesa è diviso in tre navate unite da volte a crociera; le navate sono separate da due serie di sei colonne in marmo rosso di Verona con capitelli gotici. Il pavimento è ancora originale dal 1444 ed è all’incirca divisibilie in tre colori: bianco e nero, che ricordano i frati domenicani, ed il rosso dedicato a San Pietro da Verona, martire. Al centro della chiesa di fronte al coro vi sta un rosone in marmo con tre colori che mostra le braccia dei Domenicani; il soffitto della navata centrale è datato 1437 e presenta le immagini dei fratelli domenicani fra cui anche è ben riconoscibile Pietro da Verona.

Se ti è piaciuto questo articolo sulla chiesa di Sant’Anastasia di Verona ti invitiamo ad approfondire le tue conoscenze in merito e continuare a sfogliare il nostro sito web per poter così conoscere altri monumenti che riteniamo importanti della storia di Verona!

L’arco dei Gavi: uno dei monumenti storici di Verona

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Cos’è l’arco dei Gavi a Verona? Si tratta di un’architettura romana di Verona; venne eretto nella via Postumia, appena fuori dalle mura della città di Verona romana.

In origine era situato non lontano dalla torre dell’orologio del vicino Castel Vecchio e fu poi incorporata nella parete della città. I romani diedero luce all’arco trionfale nel primo secolo. Venne riscoperto nel 1932 e rimontato nel periodo successivo.

Chi creò l’arco dei Gavi a Verona?

Chi viene a visitare Verona magari non sa che fu la città in cui nacque la famiglia romana della gens Gavia, che divenne ben nota in tutta l’Italia; alcuni dei componenti che formavano la gens Gavia si possono tranquillamente trovare all’interno del teatro romano di Verona (bellissimo); in particolare i componenti della gens Gavia sono presenti anche in alcune incisioni nella loggia del teatro di Verona. Si sa inoltre che uno degli appartenenti alla Gens Gavia fece costruire un acquedotto! Perché diciamo questo parlando dell’arco dei Gavi? Perché proprio come si nota dal nome l’arco dei Gavi è stato costruito dalla gens Gavia: una stessa incisione nell’arco dei Gavi testimonia questa versione:

CURATORES L[ARUM] V[ERONENSIUM IN HONOREM?] GAVI CA DECURIONUM DECRETO.

I nomi dei principli membri della famiglia romana Gavia che creò l’arco sono sicuramente quelli contenuti nelle nicchie che in origine dovevano contenere le statue dell’arco: sono Caio Gavio Strabone, Marco Gavio Marcone, Gavia, e un ignoto (il nome non è recuperabile).

L’arco dei Gavi ha una storia molto antica e venne commissionato da parte dell’architetto Vitrubio Cedrone proprio durante uno dei regni di Tiberio (degli iniziali) o durante il regno di Augusto. Parliamo quindi come già detto di un arco della prima metà del primo secolo.

Questo arco di Verona veniva usato già nell’epoca romana ma vene poi utilizzato anche nel medioevo e nell’epoca comunale, quando difatti venne inglobato nella cinta muraria comunale.

Purtroppo nel 1805 i francesi decisero di smontare il monumento e di alloggiarne i blocchi all’interno degli arcovoli dell’arena. Nel tempo successivo vi furono numerosi progetti per rimettere in piedi l’arco dei gavi ma non vennero mai compiuti; tuttavia nel 1932, per via di Antonio Avena e dell’amministrazione comunale di Verona di allora, venne ricostruito il monumento grazie ai disegni di questo fatti da Andrea Palladio.

L’arco dei Gavi è uno dei tanti monumenti che è possibile vedere a Verona, bellissima città con una storia plurimillenaria alle sue spalle.

La chiesa di San Fermo Maggiore a Verona: cosa vedere

Come sempre all’interno del nostro sito web cerchiamo di dare spazio a tutti i monumenti di Verona e non solamente a quelli più importanti perché riteniamo giusto assegnare a ognuno un minimo di spazio: questi monumenti infatti anche se non vengono visitati continuamente esistono e in alcuni casi hanno anche una grande importanza storica e artistica: potrebbero essere monumenti importantissimi in altri luoghi più scarni ma Verona per fortuna o purtroppo è sempre dotata di grande patrimonio storico culturale che offusca la visione di quello minore.

Parlando della chiesa di San Fermo Maggiore a Verona possiamo dire che in questo sito sono stati ritrovati i resti risalenti al 8 ° secolo, e dal 11 ° secolo della chiesa, ed esiste persino una seconda storia per il campanile che è stato aggiunto dall’ordine benedettino. Il campanile di questa chiesa di Verona non è mai stato completato fino al 13 ° secolo, quando finalmente il suo progetto vide conclusione; questo contiene sei campane realizzate nel 1755 in ferro e con l’aiuto del ramo campanario dell’arte Veronese. La decorazione degli interni è tardiva, e presenta alcune caratteristiche particolari fra cui tra cui una pezzo dell’altare di San Francesco d’Assisi; il presbiterio ospita reliquie dei Santi Fermo e Rustico.

Ovviamente questa descrizione della chiesa di San Fermo Maggiore di Verona non è che una descrizione del luogo molto riassuntiva e presenta una schematizzazione complessiva molto alta; nel caso in cui voleste approfondire i particolari della chiesa vi invitiamo a fare una rapida ricerca su Wiki. In ogni caso secondo la nostra opinione è inutile fermarsi a questa chiesa ed è meglio se si vuole conoscere Verona continuare a sfogliare i vari monumenti di Verona raccolti nel nostro sito web.

Cosa vedere della chiesa di San Giovanni in Fonte a Verona: storia e analisi

La chiesa di San Giovanni in Fonte è una chiesa molto antica situata nel centro di Verona; venne costruita nel 1123 e inclusa nel complesso del Duomo di Verona, assieme al battistero.

La muratura esterna della chiesa è realizzata in filari di mattoni (rosso) che si alternano con una fila di tufo (bianco); proprio come è tipico della fine del periodo romanico. Sulla parete esterna della navata della chiesa chiesa di San Giovanni in Fonte di Verona c’è un fregio simile a quello della Chiesa di Santa Maria Antica.

Vediamo nelle prossime righe di sintetizzare cosa si può trovare all’interno della chiesa di chiesa di San Giovanni in Fonte a Verona e perché è importante conoscere la storia di questa antica chiesa.

Il battistero adiacente alle basiliche e la diocesi è attestato come presente sin dal periodo paleocristiano; era probabilmente una fonte battesimale attuale risalente all’inizio del IX secolo poi restaurata nel XII secolo dopo il terremoto del 1117-1123 per volontà del vescovo Bernardo.

Ci sono ancora frammenti di affreschi del XIII secolo, con una Madonna con Bambino. L’abside a destra della chiesa di San Giovanni in Fonte è riuscito a mantenere i suoi affreschi con la decorazione della prima metà del XV secolo.

Conoscere la chiesa di San Giovanni in Fonte a Verona è importante perché rappresenta una delle anime della città di Verona da conoscere per comprendere meglio quali siano i veri tesori che questa città può regalare a chi si prende la briga di visitarla. Non ti fermare a questo monumento e cerca di consocere altre chiese e musei di Verona!

Cosa vedere nella chiesa di Santa Maria antica a Verona: storia e analisi artistica

Vuoi scoprire qualcosa in più riguardante Verona? Allora prova a leggere questo articolo in cui parliamo della chiesa di Santa Maria antica a Verona, cercando di scendere nei dettagli un minimo e riassumere il monumento anche con un’analisi artistica.

Santa Maria Antica è un’antica chiesa di Verona; l‘attuale chiesa è costruita in stile romanico e risale al 1185 quando venne ricostruita dopo il terremoto del 1117 che distrusse l’edificio originale che risaliva alla fine del periodo della dominazione longobarda nel 7 ° secolo. I resti della chiesa furono pochi ed il solo superstite dell’edificio 7 ° secolo fu una parte del pavimento a bianco e nero a mosaico del precendente edificio.

L’attuale edificio è stato dedicato dal patriarca di Aquileia ed ha agito come la cappella privata della famiglia regnante degli Scaligeri di Verona, situati sul loro cimitero di famiglia poco accanto (il sito del 13 ° secolo, Arche Scaligere). La chiesa ha un piccolo campanile di tufo (con tre campane barocche) eretto puramente in stile romanico, con bifore e cuspidi di mattoni coperti. Verso il 1630 l’interno a tre navate è stato modificato per introdurvi lo stile barocco, anche se un restauro alla fine del 19 secolo h reso l’interno romanico, diviso poi da colonne con differenti archi a “sesto rialzato”, e con un tetto trasversale supportato da archi, come nella basilica di San Zeno. Ci sono due absidi laterali in tufo e terracotta e infine un’abside centrale con due affreschi del primo 14 ° secolo.

L’esterno della chiesa ha bande alternate di tufo e terracotta, con piccole finestre. La porta laterale è dominata dall’arco di Cangrande I della Scala; il più sobrio fra gli archi monumentali della sua famiglia. Gli scavi hanno permesso di mettere alla luce un cimitero vicino alla chiesa, contenente cinquanta sepolture datate per l’11 ° secolo.

Vi è piaciuta la descrizione che abbiamo fatto di questo monumento di Verona? Allora continuate a sfogliare il nostro sito e a scoprire l’insieme dei monumenti da visitare in questa splendida città italiana!