Archivio mensile: febbraio 2017

Visitare la chiesa di Santi Apostoli a Verona: uno dei monumenti più antichi della città

La chiesa di Santi Apostoli, situata a Verona nella piazza omonima poco distante dalla via Cavour, è un’antica chiesa nel centro di Verona che può essere fatta risalire molto in là nella storia (pensate, sino al 751 d.C.!) e che rappresenta uno dei monumenti più importanti di Verona.

Una chiesa precedente infatti fu consacrata nel 751 proprio in questo sito su una precedente struttura del V secolo, quindi ancora più antica. I lavori di ricostruzione sono stati perseguiti attraverso i secoli, tra cui quelli principali del 18 ° e 20 ° secolo. Nel corso del 18 ° e 19 ° secolo, la Chiesetta poco distante dalla chiesa è stata legata alla più grande (Santi Apostoli), convertendo questa quasi in una cappella. Nel 19° secolo, restauri volti a ripristinare la costruzione come doveva essere prima aiutarono a rimuovere le aggiunte della chiesa; quest’ultimo ricostruzione affrontò però i danni derivanti da bombardamenti durante la guerra mondiale. Di architettura romanica sono sopravvisute solo alcune delle pareti, poi l’abside ed il campanile. La torre della chiesa contiene sei campane che ancora risuonano.

Torre campanaria della chiesa di Santi Apostoli

L’interno della torre di Santi apostoli è stato ridotto da tre a una sola navata nel 1500; attraverso la sacrestia si può entrare nella cappella di mattoni parzialmente sotterranea di Sante Teuteria e Tosca, che si trova sul lato nord della chiesa di Santi Apostoli a Verona. Il culto di questi santi, le cui biografie sono scarsamente documentate, si è sviluppato intorno al 1160, quando le reliquie dei santi sono state scoperte e sepolte in un’arca di marmo.
L’arca medievale è ora presente in cima all’altare maggiore in stile barocco; rilievi lo datano al 1428.

La chiesa di Santi Apostoli è certamente uno dei monumenti più importanti della città di Verona e merita di essere visitata se si ha un po di tempo a disposizione e la possibilità di passare.
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Cosa vedere nella chiesa di Santa Eufemia, uno dei monumenti di Verona

In quest’articolo parleremo di uno dei monumenti più importanti ma meno famosi della città di Verona, una delle città con più patrimonio artistco culturale gotico fra tutte in Italia. Nonostante il monumento sia stato effettivamente trascurato dai turisti questo non significa che non abbia comunque un grande valore culturale.

La chiesa di Sant’Eufemia è costruita in stile gotico ed ha una storia molto significativa, risale probabilmente all’11° o 12° secolo di cui sono stati trovati alcuni resti ma probabilmente non è stata completata fino al 14° secolo. Al suo interno, la parte inferiore dell’altare è stata completata da Brusasorci e Giovanni Domenico Cignaroli. Nella cappella Spolverini del 14 ° secolo vi è una tela e un affresco di Giovanni Francesco Caroto. Il campanile gotico contiene sei campane che vengono impiegate con l’arte campanaria Veronese.

Si tratta din un monumento da non sottovalutare e da visitare a Verona quando non si è a corto di tempo e si vuole vedere qualcosa di nuovo oltre ai soliti. Per quanto ci riguarda lo consiglimo vivamente e ci aspettiamo che veniate a visitarlo il prima possiible dopo aver visto gli altri incredibli monumenti di Verona.
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Cosa vedere nella Basilica di San Zeno a Verona: analisi artistica

La Basilica di San Zeno (nota anche col nome di San Zeno Maggiore o San Zenone) è una basilica minore di Verona, molto conosciuta nel Nord Italia. La sua fama si basa in parte sulla sua architettura e in parte sulla tradizione che la sua cripta fosse stato il luogo del matrimonio di Romeo e Giulietta, i famosi personaggi dell’opera di Shakespeare. Si trova adiacente ad un’abbazia benedettina, dedicata ugualmente a San Zeno di Verona.

S. Zeno morì nel 380. Secondo la leggenda proprio in un sito sopra la sua tomba lungo la via Gallica, la prima piccola chiesa fu eretta dal re Teodorico il Grande, capo degli Ostrogoti. Questa costruzione tenne assieme alla basilica ed al monastero associato iniziato nel 9 ° secolo, sino a quando il vescovo Ratoldus ed il re Pipino d’Italia non parteciparono alla traslazione delle reliquie del santo nella nuova chiesa. Questo edificio è stato danneggiato o distrutto da un’invasione magiara nei primi anni del 10 °secolo, momento in cui il corpo di Zeno è stato spostato nella Cattedrale di Santa Maria Matricolare: il 21 maggio 921 tuttavia è stato restituito al suo sito originale nella cripta della chiesa attuale. Durante il 967 venne costruito un nuovo edificio in stile romanico dal vescovo Raterius di Verona con il patrocinio di Ottone I del Sacro Romano Impero.

Il 3 gennaio 1117 la chiesa, insieme alla maggior parte della città, venne purtroppo danneggiata da un terremoto; la chiesa fu restaurata e ampliata nel 1138. Il lavoro è stato completato nel 1398 con la ricostruzione del tetto e dell’abside in stile gotico.

La chiesa di San Zeno ha costituito il modello per tutte le successive pianificazioni di edifici romanici a Verona: costruita in tufo color crema, la facciata di questa basilica è divisa in tre componenti verticali, con la navata centrale sormontata da un timpano, il tutto supportato su piccole arcate cieche. Le intersezioni delle tre parti sono contrassegnate da pilastri angolari che terminano con capitelli di foglie sotto il frontone; un effetto piuttosto bello dal punto di vista visivo e artistico.

Attraverso la facciata, a livello dell’architrave della porta, vi è una galleria con archi accoppiati, divisi da colonnine sottili accoppiate identiche a quelle sopra nella rosone. Il marmo rosa delle arcate un tempo doveva essere in contrasto con la pietra grigia grigia della facciata ma ora questo è appena percettibile. La facciata di questa basilica è ulteriormente divisa verticalmente da lesene poco profondi, passando visivamente attraverso le colonnine ed il timpano. Il frontone triangolare definisce la navata e crea un forte contrasto con la pietra di tufo del resto della facciata della chiesa, essendo di marmo bianco diviso per sette pilastri in marmo rosa. Nel 1905 disegni di graffiti raffiguranti forse un grande Giudizio Universale sono stati scoperti sul frontone.

Al centro della facciata superiore vi è un rosone, nella forma di una ruota della fortuna, opera di Brioloto; trattasi di uno dei primi esempi del romanico di una tale struttura che doveva diventare una caratteristica particolare di architettura gotica. Il bordo esterno della finestra è decorato da sei cifre che rappresentano le oscillazioni della vita umana. Il portico è del 12 ° secolo con i leoni alla base delle sue colonne, che sono simboli di legge e di fede. I pennacchi dell’arco esterno hanno ciascuno un bassorilievo raffigurante San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, mentre sopra l’arco sono presenti l’agnello e la mano benedicente di Dio.

Sopra la porta vi è una lunetta con scene della storia Veronese del tempo, tra cui ricordiamo la consacrazione del comune di Verona, l’immagine di San Zeno sopra il diavolo, (simbolo del potere imperiale) e San Zeno. Sotto la lunetta sono presenti bassorilievi con i miracoli di San Zeno.

Il portale è affiancato da vari bassorilievi che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, insieme con episodi della vita di Teodorico: il duello con Odoacre ed il re a caccia di un cervo, simbolo del diavolo nella leggenda di Teodorico.

La porta di bronzo della Basilica di San Zeno è decorata con 48 pannelli quadrati. Le identità di tutte le figure ritratte non è nota: includono vari santi come san Pietro; Paolo; Zeno; Sant’Elena; Matilde di Canossa (che aveva frequentato l’abbazia); e suo marito Godfrey, così come lo scultore ignoto autore del lavoro. Altri pannelli mostrano le tre virtù teologali e, negli otto più piccoli, i temi collegati alla musica. Per quanto riguarda la datazione, alcuni dei pannelli sono stati fatti da maestri sassoni di Hildesheim nel 11 ° secolo, mentre altri sono originari di maestri veronesi.

Visitate Verona, è una bellissima città piena di storia e di arte che vale la pena conoscere!